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Attività Notarile

illustrazione di una Cassaforte

Il Notaio: l’origine, la struttura e la diffusione del modello ‘Latino’ e del Notariato Italiano

Le fonti storiche rintracciano il notariato sin dal XII secolo; dopo l’unità d’Italia l’ordinamento professionale fu disciplinato dal Regio Decreto 16 febbraio 1913, n. 89.

Il modello di notariato italiano si colloca nel più ampio di tipo latino (c.d. civil law notaries) ed è presente in 86 Paesi del mondo e in 22 su 28 Paesi europei; il notariato latino copre oltre il 60% della popolazione mondiale.

mappa Europa

La circostanza supera, con evidenza, l’erronea convinzione che il notariato sia una istituzione esclusivamente italiana.

Il notariato latino si connota e caratterizza per funzione “ibrida” del notaio. Il notaio di tipo latino è un libero professionista che esercita una funzione pubblica: il Notaio in Italia è, al contempo, un professionista istituzionalmente indipendente, ma investito di un munus pubblicum (funzione di pubblico interesse) per incarico e nomina dello Stato.

Il notaio, come professionista, si rivela un giurista dotato di elevata formazione ed una competenza specialistica nel diritto privato, con una conoscenza molecolare di alcuni ambiti del diritto civile. È in grado di offrire un’assistenza di altissimo profilo giuridico assicurando alle parti una posizione imparziale.

La consulenza qualificata del notaio consiste nell’indagare le volontà delle parti, orientare le scelte e condurre gli interessati verso le soluzioni tecnico-giuridiche più adeguate alle diverse esigenze, stilare i contratti e gli atti unilaterali, offrire chiarimenti sul contenuto delle clausole contrattuali e sull’effetto giuridico delle stesse. Il tutto nella cornice della certezza del diritto e da una posizione indipendente ed equilibrata.

Si pensi alla complessità della sistemazione patrimoniale: il notaio ha l’attitudine di guidare le parti verso la migliore costruzione del passaggio generazionale, illustrando le diverse possibili soluzioni e consigliando quella più indicata alle specificità del caso.

Il Notaio offre pure servizi di revisione di contratti redatti da altri professionisti legali controllando che siano legalmente validi per le parti coinvolte.

Nell’interesse delle parti, sopra le parti.

Il notaio, come pubblico ufficiale, conferisce agli atti che riceve, oppure autentica, una peculiare forza nell’Ordinamento.

I vantaggi del notariato di tipo latino, internazionalmente riconosciuti, hanno condotto negli ultimi anni – nel fenomeno della globalizzazione – alla diffusione di questo modello nel mondo: sono entrati a far parte della famiglia Paesi anche culturalmente assai distanti come Cina, Giappone, Indonesia e Vietnam, e si è ulteriormente rinforzata la presenza nell’area dell’Eurasia, con l’ingresso della Russia e della quasi totalità dei Paesi dell’Est europeo.

Il notariato italiano, il più antico e tra i più autorevoli del mondo, sostiene attivamente la crescita delle organizzazioni notarili di più recente fondazione.

 

La funzione del notaio: “Tanto più notaio, tanto meno giudice”.

L’art. 1 deIla Legge Notarile (Regio Decreto 16 febbraio 1913, n. 89 ) statuisce che “I notari sono ufficiali pubblici istituiti per  ricevere  gli  atti tra vivi  e  di  ultima  volontà,  attribuire  loro  pubblica  fede, conservarne il deposito, rilasciarne le copie, i  certificati  e  gli estratti. (…)”

Il notaio ha, quindi, principalmente la funzione di ricevere gli atti tra vivi (cioè, vendite, permute, divisioni, mutui ecc.) e di ultima volontà (cioè, testamenti), attribuire loro pubblica fede, conservarli e rilasciarne copie, certificati (e cioè riassunti) ed estratti (e cioè copie parziali).
La portata delle competenze riservate al ministero notarile è strettamente collegata all’importanza e centralità della funzione di garanzia che il notaio riveste nei traffici giuridici.

Il Notaio è investito di un ruolo fondamentale nelle operazioni economico-sociali più significative; questi assolve alla funzione di garante della legalità nell’interesse generale.

Le operazioni, i contratti e gli atti che richiedono l’intervento del pubblico ufficiale, infatti, beneficiano del supporto qualificato ed imparziale del notaio incaricato dall’ordinamento dello specifico compito di garantire la conformità alla legge.

In questa prospettiva, il notaio indaga, accerta ed interpreta la volontà della/e parte/i (cioè, delle persone) che concludono un negozio giuridico, redige e riceve l’atto in modo conforme alla legge, assicurando la chiarezza dei relativi patti, termini, condizioni e clausole.

L’intervento notarile assolve così alla funzione di sintesi degli interessi di parte e di riconduzione al paradigma di legge del voluto degli interessati. Il tutto con una finalità anti-processualistica, di deterrenza alla lite e preventiva composizione delle istanze di parte.

“Tanto più notaio, tanto meno giudice”, così Francesco Carnelutti, un eccelso giurista italiano, ha definito questa essenziale funzione che la legge affida al notaio.
Il ruolo del notaio nella negoziazione tra le parti riduce il ricorso al giudice (e cioè tanto minore è il rischio che l’atto notarile sia fonte di cause). Ed è per questo che il notaio non può ricevere atti espressamente proibiti dalla legge (art. 28 legge not.) ed ha l’obbligo di essere certo dell’identità delle parti (art. 49 legge not.) e di indagarne personalmente la volontà (art. 47 legge not.).
Si tratta di obblighi particolarmente severi che gravano sul notaio nell’interesse generale.

L’atto notarile: cos’è?

L’atto redatto dal notaio è un atto pubblico, perché il notaio conferisce pubblica fede allo strumento (perciò è un pubblico ufficiale).

L’atto pubblico, come tale, è dotato di una particolare efficacia legale: quello che il notaio attesta nell’atto notarile – e così le dichiarazioni che da questi provengono e i fatti oggetto di accertamento (esempio: che ha letto l’atto davanti alle parti, o che una persona ha fatto o ha sottoscritto una dichiarazione davanti a lui) – fa piena prova anche per l’Autorità Giudiziaria (quindi deve essere considerato vero dal giudice, salvo che sia accertato il reato di falso).
La legge prescrive la forma pubblica (atto notarile) per quegli negozi e contratti dei quali vuol garantire al massimo grado la legalità, l’identità delle parti e la conformità alla loro volontà, perché li considera di capitale importanza:

  • per il loro contenuto economico-sociale o per la loro complessità

Sono prerogativa notarile le vendite, divisioni, mutui ed altri contratti immobiliari, atti costitutivi di società commerciali e modificativi di statuti sociali, costituzioni di fondazioni, Enti del Terzo Settore associazioni che intendono ottenere la personalità giuridica ecc.);

  • per gli effetti che producono in relazione allo stato civile di una persona o alle proprie prerogative.

Si pensi al riconoscimento di un figlio naturale, alle convenzioni matrimoniali (separazione dei beni, comunioni convenzionali), Disposizioni di Anticipato Trattamento (c.d. testamento biologico) o per il caso di futura eventuale incapacità dell’indicazione sulla persona investita dell’ufficio di Amministrazione di Sostegno;

  • per l’interesse pubblico alla libera manifestazione della volontà di una persona ed alla sua precisa traduzione in linguaggio giuridico.

Si pensi al testamento pubblico, al testamento segreto e alla donazione.

 

Il Decreto Legislativo n. 149 del 10 ottobre 2022, attuativo della Legge n. 206 del 26 novembre 2021, entrato in vigore il 28 febbraio 2023, con l’obiettivo di semplificare, accelerare e razionalizzare il processo civile​ ha esteso la competenza notarile alle le autorizzazioni relative alle questioni di giurisdizione volontaria.

L’articolo 21, paragrafo 1, del richiamato decreto, ha disposto che le autorizzazioni per la conclusione di atti pubblici e contratti privati certificati in cui intervenga un minore, un interdetto, una persona incapace o un beneficiario della misura di amministrazione di sostegno, o riguardanti beni ereditari, possono essere rilasciate, su richiesta scritta delle parti, personalmente o tramite un procuratore legale, dal Notaio incaricato di redigere l’atto.

L’impianto di tutela che offre l’Ordinamento si completa con la verifica e controllo del ceto notarile.

La legge notarile impone, infatti, che l’attività del Notaio sia sottoposta alla costante verifica e controllo dall’Archivio Notarile distrettuale; si tratta di una articolazione del Ministero di Grazia  e Giustizia, che ispeziona esamina la condotta dei notai nella corretta redazione e archiviazione degli atti pubblici e le scritture private autenticate e più in generale il rispetto delle norme di legge e dei doveri professionali previsti.

Sala riunioni con soffitti a volta e quattro persone intorno a un tavolo.

Chi è e che ruolo ha il Notaio

Il Notaio è un pubblico ufficiale che svolge un ruolo di fondamentale importanza nella tutela degli interessi delle parti e dell’Ordinamento.

In sintesi le funzioni principali sono:

1) La redazione di atti pubblici e autenticazione delle firme apposte alle scritture private

2) L’attività di consulenza giuridica e fiscale. In questo senso il notaio ha l’obbligo di accertare personalmente la volontà delle persone che si rivolgono a lui e lo scopo che intendono raggiungere, al fine di preparare un atto conforme a legge, che sia al contempo fiscalmente o più corretto ed efficiente. A tale scopo, consiglia soluzioni che consentano il contenimento dell’impatto fiscale nel pieno rispetto della legge.

3) Il controllo preventivo di legalità.

Questi controlli sono volti a far sì che l’atto rispetti le norme di legge e che le parti dell’atto possano validamente stipularlo.

4) Le attività successive alla conclusione dell’atto.

Dopo conclusione dell’atto, per legge il notaio ha l’obbligo con termini brevi di eseguire una serie di adempimenti al fine principalmente di garantire, da un lato, il pagamento delle imposte allo Stato e, dall’altro, l’evidenza nei pubblici registri dell’operazione. Il richiamo è:

  1. a) la registrazione dell’atto

presso l’Agenzia delle Entrate e il pagamento delle relative imposte per conto del contribuente;

  1. b) il deposito dell’atto e pubblicità

Il deposito e la relativa pubblicità sono curati presso l’Agenzia delle Entrate – Servizi di Pubblicità Immobiliare (già Conservatoria) e presso il Registro delle Imprese (già Camera di Commercio).

La pubblicità è curata, per alcuni atti, anche presso l’Ufficio Anagrafe.

La pubblicità assolve a diverse funzioni in ragione della natura dell’atto e così c.d. pubblicità costitutiva (fini dell’esistenza), c.d. pubblicità dichiarativa (ai fini della opponibilità) o c.d. pubblicità notizia (ai fini della conoscenza).

  1. c) voltura e aggiornamento catastale, per garantire l’aggiornamento anche del Registro Catastale.

 

 

Funzione tributaria e fiscale

Il Notaio è investito dall’Ordinamento anche della funzione di riscossione tributaria.

Per le operazioni che riceve e autentica il notaio è tenuto per conto dello Stato a liquidare, incassare e riversare le imposte e gli altri tributi. Il tutto con una posizione di Responsabile d’Imposta.

In pratica, il Notaio deve conteggiare le imposte che l’operazione genera, richiedere ed incassare i tributi dai contribuenti e versare all’Erario la debenza.

Le imposte che vengono versate sono diverse in base all’atto stipulato. Ad esempio, per l’acquisto di un immobile si versano l’imposta di registro (o l’IVA se si compra da un costruttore), l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale.

Il notaio non percepisce alcun aggio per le imposte riscosse. Questo garantisce l’assenza di interessi personali o di conflitti di interessi nel suo operato.

Come diventare Notaio: il concorso più difficile d’Europa

Per accedere al concorso notarile è necessario conseguire la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza.

A partire dall’ultimo anno di corso si può iniziare il praticantato presso uno studio notarile, della durata di 18 mesi, che costituisce un requisito per l’accesso al concorso notarile.

Terminato il praticantato si raggiungono le condizioni per iscrizione al concorso pubblico per diventare notaio.

Ulteriori requisiti consistono nel non aver superato i 50 anni di età e nel non aver tentato il concorso per più di cinque volte con esito sfavorevole.

Il concorso è bandito con periodicità (con cicli di circa 1 anno o 2 anni) dal Ministero della Giustizia ed i posti a disposizione sono limitati e individuati dal dicastero di Grazia e Giustizia.

Il Concorso si articola in due esami, scritto e orale.

La prova scritta si compone di 3 prove rispettivamente in materia di inter vivos, societario e mortis causa. Ciascuna prova prevede la risoluzione di una traccia che presenta numerosi problemi con la risoluzione sul piano teorico, con la stesura di un tema, e pratico, con la redazione dell’atto.

L’esame scritto di notaio si tiene a Roma, con tutte le tutele e guarentigie del pubblico concorso.

Le prove scritte vengono corrette da una commissione composta di notai, esperti del diritto e magistrati.

Le prove sono anonime, grazie ad un sistema che garantisce l’imparzialità della commissione.

I candidati risultati idonei all’esame scritto accedono alla prova orale.

La prova orale si tiene presso il ministero della giustizia alla presenza dei membri di commissione.

Ai vincitori del concorso viene assegnata la sede presso la quale sono tenuti ad avviare uno studio notarile entro tre mesi. La nomina avviene mediante decreto del Ministero della Giustizia e pubblicata sulla gazzetta ufficiale.

Il concorso, in ragione della complessità e della competizione tra i candidati, è comunemente reputato tra i più selettivi e sfidanti d’Europa.

Il Notariato: Fattore di Successo

Il Notariato italiano e il suo modello di appartenenza di Notariato Latino costituiscono un fattore di successo del sistema paese.

L’Indice Doing Business (Doing Business Index), pubblicato ogni anno dalla Banca Mondiale, in collaborazione con l’International Finance Corporation (IFC), offre dal 2003 una misura quantitativa del contesto imprenditoriale analizzando la disciplina normativa e fiscale che si applica alle piccole e medie imprese durante tutto il loro ciclo di vita.

L’indicatore indipendente relativo al settore immobiliare colloca l’Italia al quarto posto della classifica nel settore trasferimenti immobiliari.

Nel settore dei trasferimenti di proprietà immobiliari lo studio Doing Business esamina le fasi, i tempi e i costi relativi alla registrazione della proprietà, ipotizzando un caso di studio.

Si misura anche qualità del sistema di gestione del territorio nell’economia di riferimento. La qualità dell’indice di gestione del territorio ha cinque dimensioni:

  1. 1. Affidabilità delle infrastrutture
    2. Trasparenza delle informazioni
    3. Copertura geografica
    4. Risoluzione delle controversie fondiarie
    5. Pari accesso ai diritti di proprietà

Nel ciclo economico degli ultimi vent’anni, la posizione italiana nel registering property si è impennata, in virtù della riforma della pubblicità immobiliare che ha consentito la trasmissione telematica a cura dei notai roganti.

Il notariato italiano latino ha raggiunto risultati eccezionali nelle valutazioni indipendenti superiori a molte delle principali economie ad alto reddito quali Austria, Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, Stati Uniti, Giappone e Canada.

Nella successiva tabella è resa la rappresentazione grafica dell’indicatore qualitativo relativo ai trasferimenti immobiliari rilevato dal DB. Con il punteggio pari a 26,5 l’Italia si impone al quarto posto su 190 paesi esaminati.

 

Grafico che mostra una comparazione di dati economici.

Il modello di circolazione degli immobili che fa perno sul notariato rappresenta il principale fattore di questo successo.

Il contributo notarile integra un acceleratore anche in ambito societario.

La posizione relativa all’indice Starting a Business (costituzione societaria) mostra una sostanziale stabilità dello score DB, nonostante la perdita di posizioni in rango assoluto dovute essenzialmente al computo di alcuni adempimenti giuslavoristici (indipendenti dalle funzioni notarili).

La lettura dei dati richiede perché sia affidabile di essere interpretata.

La classifica relativa al settore societario, infatti, sulla base delle spinte riformistiche a livello globale (es. eliminazione del capitale minimo in fase costitutiva, informatizzazione delle procedure, etc. ) si trova in una fase di maturità.

Nel 2013-2014, fase in cui le riforme globali erano ancora al rilento, l’Italia ha scalato oltre 20 posizioni nel comparto societario.

Il motivo del miglioramento è riconducibile all’implementazione delle procedure che consentono nello stesso giorno la conclusione dell’atto costitutivo e dei relativi adempimenti necessari per il Registro delle Imprese con procedure informatiche tempestive.

Per comprendere, appieno, l’impatto agevolante del ministero notarile nelle dinamiche societarie si renderebbe necessario integrare i sotto-indicatori dell’indice Starting a Business.

Questi difettano, ad oggi, d’indici qualitativi (ad oggi solo sperimentali) capaci di premiare i vantaggi originati dai preventivi controlli di legalità notarili e dall’affidabilità dell’aggiornamento dei dati dei pubblici registri.

La costruzione di un indice sebbene sperimentale e la prospettiva circa l’adozione del sotto-indicatore qualitativo consente di confidare in un significativo miglioramento del posizionamento italiano.

La funzione notarile potrà contribuire a rilevare il buon funzionamento e dissipare i dubbi sulla adeguatezza del sistema-paese Italia a competere con le grandi economie.

Infatti, la qualità dell’infrastruttura di connessione telematica e il dialogo diretto tra il registro delle imprese e gli studi notarili unitamente ai preventivi controlli di legalità affidati al notaio (ad integrare uno “sportello unico” “one-stop-shop: 1 procedura, 1 giorno”), solleverebbero la posizione italiana oltre la media sino in cima della graduatoria.

 



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